Novità per la fattura elettronica

29 Settembre, 2020 / Categorie: Senza categoria

Circolare informativa del cliente del 29 settembre 2020

Dal 1° gennaio 2021 la fattura elettronica cambierà volto, con l’introduzione di una molteplicità di tipologie di documento e la proliferazione dei codici natura.

Le modifiche al tracciato XML, introdotte dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 99922 del 28 febbraio 2020 (specifiche versione 1.6), e oggetto di successivo ritocco con Provvedimento 20 aprile 2020, prot. n. 166579/2020 (versione 1.6.1.), dovranno essere obbligatoriamente utilizzate a partire dall’anno 2021, ma a partire dal 1° ottobre 2020 si potrà cominciare a familiarizzare con le novità, posto che nei 3 mesi finali del 2020 saranno accolti dal SDI sia i documenti predisposti secondo le attuali specifiche versione 1.5, sia quelli già conformi alle nuove indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Con il Provvedimento n. 99922 del 28 febbraio 2020, è stato definito l’inizio di una fattura elettronica tutta nuova, notevolmente ampliata per quanto riguarda le informazioni minime che è necessario fornire già in sede di predisposizione e trasmissione del documento

Le nuove specifiche, complice anche il rinvio dell’obbligo dal 1° ottobre 2020 al 1° gennaio 2021, disposto con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 185115/2020 del 4 maggio 2020, assunto in considerazione dell’emergenza epidemiologica Covid-19, potranno essere sperimentate a partire dal 1° ottobre 2020, ma senza che ne sia obbligatorio l’utilizzo sino al prossimo anno.

NOVITÀ RELATIVE AI CODICI NATURA

Una delle novità di maggior rilievo introdotte con il nuovo tracciato di fatturazione elettronica è quella che vede la necessità di identificare con maggiore precisione la natura dell’operazione in tutti i casi in cui l’IVA non sia esposta.

L’attuale versione del tracciato (1.5 – approvato con il Provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018) prevede infatti 7 distinte codifiche per l’individuazione della tipologia di operazione posta in essere.

A partire dal 1° gennaio 2021 (e, facoltativamente, dal 1° ottobre 2020 se viene adottato il nuovo tracciato 1.6.1. approvato con Provvedimento prot. n. 166579 del 20 aprile 2020), sarà invece necessario un maggior grado di dettaglio, come dalla seguente tabella:

Specifiche versione 1.5 Specifiche versione 1.6.1

N1 escluse ex art. 15

N1 escluse ex art. 15 – invariato

N2 non soggette (non più utilizzabile dal 1° gennaio 2021)

N2.1 non soggette ad IVA ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies del D.P.R. n. 633/1972

N2.2 non soggette – altri casi

N3 non imponibili

(non più utilizzabile dal 1° gennaio 2021)

N3.1 non imponibili – esportazioni

N3.2 non imponibili – cessioni intracomunitarie

N3.3 non imponibili – cessioni verso San Marino

N3.4 non imponibili – operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione

N3.5 non imponibili – a seguito di dichiarazioni d’intento

N3.6 non imponibili – altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond

N4 esenti N4 esenti – invariato

N5 regime del margine / IVA non esposta in fattura

N5 regime del margine/IVA non esposta in fattura – invariato

N6 inversione contabile (per le operazioni in reverse charge ovvero nei casi di autofatturazione per acquisti extra UE di servizi ovvero per importazioni di beni nei soli casi previsti (non più utilizzabile dal 1° gennaio 2021)

N6.1 inversione contabile – cessione di rottami e altri materiali di recupero 

N6.2 inversione contabile – cessione di oro e argento puro

N6.3 inversione contabile – subappalto nel settore edile

N6.4 inversione contabile – cessione di fabbricati

N6.5 inversione contabile – cessione di telefoni cellulari

N6.6 inversione contabile – cessione di prodotti elettronici

N6.7 inversione contabile – prestazioni comparto edile e settori connessi

N6.8 inversione contabile – operazioni settore energetico

N6.9 inversione contabile – altri casi

N7 IVA assolta in altro Stato UE (vendite a distanza ex art. 40, commi 3 e 4, e art. 41, comma 1 lett. b), D.L. n. 331/1993; prestazione di servizi di telecomunicazioni, teleradiodiffusione ed elettronici ex art. 7-sexies lett. f), g), D.P.R. n. 633/1972 e art. 74-sexies, D.P.R. n. 633/1972)

N7 IVA assolta in altro stato UE (vendite a distanza ex art. 40 commi 3 e 4 e art. 41 comma 1 lett. b), D.L. n. 331/1993; prestazione di servizi di telecomunicazioni, tele-radiodiffusione ed elettronici ex art. 7-sexies lett. f), g), D.P.R. n. 633/1972 e art. 74-sexies, D.P.R. n. 633/1972) – invariato

NOVITÀ RELATIVE AL CODICE “TIPO DOCUMENTO”

Se attualmente i ”tipi di documento” possibili sono limitati a 7 (TD01 Fattura; TD02 Acconto/Anticipo su fattura; TD03 Acconto/Anticipo su parcella; TD04 Nota di Credito; TD05 Nota di Debito; TD06 Parcella; TD20 Autofattura), anche questi aumentano in maniera rilevante, richiedendo anche in questo caso la massima attenzione al soggetto emittente la fattura, posto che in molti casi l’utilizzo di una codifica piuttosto che di un’altra potrebbe dar luogo a sanzioni o ad una non corretta determinazione di informazioni spesso essenziali, quali il volume d’affari IVA.

L’elencazione delle nuove codifiche è la seguente:

TD01 Fattura

TD02 Acconto/Anticipo su fattura

TD03 Acconto/Anticipo su parcella

TD04 Nota di Credito

TD05 Nota di Debito

TD06 Parcella

TD16 Integrazione fattura reverse charge interno

TD17 Integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero

TD18 Integrazione per acquisto di beni intracomunitari

TD19 Integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art. 17 comma 2 D.P.R. n. 633/1972

TD20 Autofattura per regolarizzazione e integrazione delle fatture (art. 6 comma 8 D.Lgs.

471/1997 o art. 46 comma 5 D.L. n. 331/1993)

TD21 Autofattura per splafonamento

TD22 Estrazione beni da Deposito IVA

TD23 Estrazione beni da Deposito IVA con versamento dell’IVA

TD24 Fattura differita di cui all’art. 21, comma 4, lett. a)

TD25 Fattura differita di cui all’art. 21, comma 4, terzo periodo lett. B

TD26 Cessione di beni ammortizzabili e per passaggi interni (ex art. 36 D.P.R. n. 633/1972)

TD27 Fattura per autoconsumo o per cessioni gratuite senza rivalsa

In merito si osserva che fattura immediata e fattura differita (ai sensi della lett. a) o della lett. b) dell’art. 21, comma 4, D.P.R. n. 633/1972) saranno ciascuna identificate da un codice documento diverso (TD01, piuttosto che TD24 o TD25).

Occorrerà quindi prestare la massima attenzione poiché dal tipo di documento, che ora sarà immediatamente riconoscibile dalla tipologia utilizzata, discendono termini di trasmissione telematica diversi: 12 giorni dalla data fattura (data di esecuzione dell’operazione) nel caso di fattura immediata, entro il giorno 15 del mese successivo (lett. a), o entro la fine del mese successivo (lett. b) nel caso delle fatture differite ex art. 21, comma 4, D.P.R. n. 633/1972, sempre a partire dalla data di esecuzione dell’operazione.

Vengono introdotte causali specifiche per le diverse tipologie di integrazione/ autofattura. e sul punto occorre evidenziare che il tipo documento TD16 verrà utilizzato per integrare le fatture interne soggette a reverse charge (es. edilizia, servizi di pulizia, ecc.), solo nel caso in cui il soggetto destinatario della fattura soggetta a reverse intenda far transitare l’integrazione effettuata direttamente dal Sistema di Interscambio.

Resta comunque ferma la possibilità di integrare la fattura senza che si debba trasmettere telematicamente l’operazione effettuata.

Ragionamento similare può essere effettuato per le codifiche dedicate all’integrazione ai fini IVA di operazioni effettuate con soggetti esteri (TD17 – TD18).

Non è ancora stato definitivamente chiarito dall’Agenzia delle Entrate se, scegliendo la strada dell’emissione di un documento elettronico per evidenziare tale integrazione, venga meno l’obbligo di presentazione della comunicazione delle operazioni transfrontaliere, per quanto la logica così vorrebbe, posto che il SdI disporrebbe già delle informazioni necessarie grazie alla trasmissione del documento elettronico, rendendo superfluo “l’esterometro”.

Particolare attenzione deve essere posta al codice documento TD26 – cessione cespiti: ogni qualvolta viene emessa una fattura relativa a cessione di beni ammortizzabili, occorrerà utilizzare il codice dedicato, e l’informazione sarà rilevante ai fini della determinazione del volume d’affari ai fini IVA (cui, ricordiamo, le cessioni di cespiti non concorrono).

Infine, si presti particolare attenzione alla tipologia di operazione posta in essere, che prevede ora l’utilizzo di codici documento dedicati al caso di splafonamento, all’estrazione di beni da depositi IVA, con o senza versamento dell’imposta, ecc. come meglio sopra evidenziato.

La nuova fattura elettronica prevede, di fatto, una codifica dedicata per ciascuna operazione “particolare”, con conseguente corretta collocazione della stessa nella dichiarazione IVA precompilata che si appresta sempre di più a diventare una realtà.

Lo Studio rimane a Vostra disposizione per ogni chiarimento ed approfondimento di Vostro interesse.

Cordiali saluti

BM Consulting Service S.r.l.

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