Nuove misure per il contenimento del contagio da Covid-19

16 Ottobre, 2020 / Categorie: Senza categoria

Circolare informativa del cliente del 15 ottobre 2020

Dal 14 ottobre 2020 trova applicazione il DPCM contenente le nuove misure per limitare il contagio da Covid-19 firmato ieri dopo il confronto tra Governo e rappresentanti delle Regioni.

Il decreto prevede:

  • la chiusura delle attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) dalle ore 24.00 con servizio al tavolo e dalle ore 21.00 in assenza di servizio al tavolo. Divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dei locali dopo le ore 21.00 e fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;
  • lo stop per tutti gli sport di contatto a livello amatoriale. Rimangono consentite attività sportive a livello dilettantistico per le società che abbiano adottato protocolli per limitare i contagi;
  • ulteriori restrizioni per le feste conseguenti a cerimonie civili e religiose (come matrimoni e comunioni), che devono svolgersi con un limite massimo di 30 partecipanti e nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti. Stop alle feste private, con una “forte raccomandazione” a limitare anche quelle in casa, se partecipano più di sei persone non conviventi. Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso;
  • la sospensione di viaggi d’istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado;
  • rimangono consentiti fiere e congressi, previa adozione di Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro.

Viene confermato l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie e di indossarli all’aperto e in tutti i luoghi di prossimità con persone non conviventi, con l’ulteriore raccomandazione di utilizzarli, in tale ultimo caso, anche nelle abitazioni private. Sono fatti salvi i protocolli e le linee guida anti contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali.

Specifiche esclusioni sono previste per i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva, per i bambini di età inferiore ai sei anni, e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con i predetti soggetti versino nella stessa incompatibilità.

Tutte le attività produttive industriali e commerciali devono essere svolte in sicurezza rispettando le prescrizioni contenute nel protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali, nonché quelle specifiche per i rispettivi ambiti di competenza. Per quanto riguarda le attività professionali si continua a raccomandare l’utilizzo della modalità di lavoro agile (smart working), ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza.

Specifiche disposizioni sono infine previste per gli ingressi e gli spostamenti da e per l’estero.

CHIUSURA ANTICIPATA PER BAR E RISTORANTI

I servizi di ristorazione con consumo al tavolo potranno esercitare l’attività sino alle ore 24.00, mentre in assenza di consumo al tavolo tali esercizi dovranno chiudere già alle ore 21.00.

Cambiano anche le regole relative all’asporto, che resta consentito, ma con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 21.00 e fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Nulla cambia per quanto riguarda i servizi di delivery. La consegna a domicilio resta consentita, sempre nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per quanto riguarda l’attività di confezionamento che quella di trasporto, senza novità rispetto al passato.

La norma, che esordisce con la conferma della sospensione delle attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, contestualmente introduce un’importate novità.

Viene introdotto il divieto di feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, mentre le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose sono consentite, ma con la partecipazione massima di 30 persone (e sempre nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti).

Come non bastasse, mentre le feste sono vietate, e/o prevedono un numero massimo di commensali, analoga misura non è prevista per altre fattispecie che potrebbero dar luogo all’aggregazione a tavola di un numero anche superiore di persone: si pensi, per esempio, al servizio di ristorazione svolto a favore di una squadra sportiva in trasferta, oppure ad un pranzo post-congressuale, visto che si prevede che restino consentite le manifestazioni fieristiche ed i congressi, previa adozione dei protocolli di sicurezza già in precedenza validati dal Comitato tecnico-scientifico.

Si tratta di aspetti che certamente dovranno essere maggiormente chiariti, ma si ritiene comunque che l’eventuale “colpa” imputabile connessa ad una festa non autorizzata (o con troppi partecipanti, a seconda dei casi) dovrà essere imputabile esclusivamente agli organizzatori della festa stessa; sarebbe infatti paradossale che il ristoratore fosse chiamato ad indagare sulle ragioni di una tavolata.

Il decreto espressamente prevede che “le attività … restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.

Nulla cambia per le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, tenute a garantire la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, e svolte nei limiti e alle condizioni previste dai protocolli di sicurezza.

Nulla cambia anche per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli ospedali e negli aeroporti, che restano comunque aperti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Diverso è il discorso del catering non contrattuale, per il quale non sono previste sospensioni o nuove misure da rispettare, ma che di fatto potrebbe essere fortemente danneggiato dalla nuova disposizione “anti feste”. Oltre a quanto già sovra riportato, infatti, il decreto prevede anche la “forte raccomandazione” di evitare feste nelle private abitazioni, nonché di evitare di ricevere persone non conviventi di numero superiore a sei. Questa norma, che peraltro non fissa un divieto, ma una semplice raccomandazione (e quindi dal mancato rispetto non dovrebbe discendere alcuna sanzione), presumibilmente avrà un impatto sugli eventi tenuti nelle abitazioni, comportando un probabile contraccolpo sul mercato del catering destinato all’utenza privata.

NOVITA’ PER LE ATTIVITA’ DIVERSE DALLA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE

In estrema sintesi, è possibile affermare che con il D.P.C.M. 13 ottobre 2020 poco o nulla cambia per le attività diverse dalla somministrazione di alimenti e bevande, sia nella facoltà di esercizio di tali attività, sia nelle modalità di espletamento.

L’ art. 1 del decreto, infatti, nello stabilire l’obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, fa comunque salvi i protocolli e le linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande.

Per le:

  • attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo;
  • attività di centri benessere, di centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza che sono erogate nel rispetto della vigente normativa), di centri culturali e di centri sociali;
  • attività inerenti i servizi alla persona;
  • attività degli stabilimenti balneari.

il decreto specifica che “resta fermo lo svolgimento delle attività inerenti ai servizi alla persona già consentite sulla base del D.P.C.M. del 26 aprile 2020”, ovvero, come da Allegato 2 al D.P.C.M. 26 aprile 2020, i servizi di lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia, le attività delle lavanderie industriali, le altre lavanderie e tintorie nonché i servizi di pompe funebri ed attività connesse.

Per le attività commerciali al dettaglio, invece, viene mantenuto l’obbligo del rispetto della distanza interpersonale di minimo un metro e la necessità di regolamentare gli ingressi in modo che avvengano in forma dilazionata. Inoltre, deve essere impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

SPORT E TEMPO LIBERO

Per quanto riguarda lo sport, non è più consentito lo svolgimento di sport di contatto (l’elencazione degli sport interessati è demandata al Decreto 13 ottobre 2020 del ministro dello Sport, pubblicato in pari data in Gazzetta Ufficiale) a livello amatoriale, mentre può proseguire l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sempre nel rispetto delle linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport.

Inoltre, gli sport di contatto continuano ad essere consentiti al di fuori dell’ambito amatoriale, e pertanto le attività delle società professionistiche e delle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), potrà proseguire, sia a livello agonistico che di base, sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza dedicati.

Quanto alla possibilità da parte del pubblico di assistere ad eventi e competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra ‒ riconosciuti dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali ‒ è consentita una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale della struttura e comunque non oltre il numero massimo di 1.000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi.

Il tutto esclusivamente negli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere, con adeguati volumi e ricambi d’aria, con obbligo di un metro di distanza tra le persone (sia frontalmente che lateralmente) e di misurazione della temperatura all’accesso.

Gli spettatori sono comunque obbligati ad utilizzare la mascherina a protezione delle vie respiratorie.

Restano invariate anche le limitazioni imposte agli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto, che possono essere svolti solo con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale che per gli spettatori (a meno che non siano abitualmente conviventi).

Confermato anche il numero massimo di 1.000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala, così come restano confermate le limitazioni ai servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, con ingressi contingentati e strutturati in modo tale da evitare assembramenti.

Per concludere, si segnala la reintroduzione della sospensione dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche.

Si tratta di una limitazione che non mancherà di impattare, ancora una volta negativamente, sulle attività delle agenzie di viaggio e tour operator e del settore turistico ricettivo in genere.

Con particolare riferimento alle attività delle strutture ricettive si ricorda che l’esercizio continua ad essere consentito nel rispetto del distanziamento sociale, e garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nonché nel rispetto delle linee guida dedicate.

Lo Studio rimane a Vostra disposizione per ogni chiarimento ed approfondimento di Vostro interesse.

Cordiali saluti

BM Consulting Service S.r.l.

 

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