Nuovo quadro bonus 600 e 1.000 euro

27 Maggio, 2020 / Categorie: Senza categoria

Circolare informativa per il cliente del 27 maggio 2020

NUOVO QUADRO BONUS 600 E 1.000 EURO

Scade il 3 giugno il termine di presentazione delle istanze Covid-19 relative al mese di marzo 2020

Con il decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34) anche per i mesi di aprile e maggio 2020 taluni contribuenti hanno diritto all’indennità Covid-19.

Il beneficio, pari a 600 euro per il mese di aprile, viene confermato in via automatica per la gran parte degli aventi diritto e, inoltre, viene ampliato il novero dei soggetti potenzialmente beneficiari.

Per quanto riguarda il mese di maggio, invece, la platea viene fortemente ridotta e il “bonus”, seppure aumentato a 1.000 euro, verrà riconosciuto solo nel rispetto di precise condizioni.

Il decreto “Rilancio “ (D.L. n. 34/2020) evidenzia con chiarezza l’intento di estendere al mese di aprile il cd. “bonus 600 euro”, senza introduzione di limitazioni di carattere diverso rispetto a quanto già previsto per il mese di marzo. Genericamente, quindi, si può parlare di una conferma del bonus di marzo per il mese di aprile, per quanto particolare attenzione deve essere posta ai nuovi soggetti potenzialmente beneficiari.

Molto diverso, invece, è il quadro d’insieme per il mese di maggio, per il quale – a seconda dell’inquadramento previdenziale del soggetto richiedente – il bonus può non spettare affatto, oppure essere condizionato dal rispetto di precise prescrizioni, comportando di conseguenza anche l’obbligo di presentare una nuova istanza.

Di seguito cerchiamo di ricapitolare le principali disposizioni, contenute nel D.L. n. 34/2020, nonché verificare le nuove clausole di incompatibilità tra le indennità, clausole peraltro apparentemente contraddittorie nel caso dei professionisti iscritti a cassa di previdenza.

TITOLARI DI PARTITA IVA ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

Ai liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro.

Secondo quanto disposto dall’art. 84 del D.L. n. 34/2020:

  • per il mese di aprile, l’indennità viene confermata parimenti in 600 euro, automaticamente, senza necessità di presentare nuovamente istanza;
  • per il mese di maggio, l’indennità viene riconosciuta nella misura di 1.000 euro, a condizione che:
  • la partita IVA risulti attiva alla data del 19 maggio 2020, data di entrata in vigore del D.L. n. 34/2020;
  • il richiedente non risulti titolare di pensione o iscritto ad altra forma previdenziale obbligatoria;
  • il richiedente abbia subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020 rispetto al reddito del secondo bimestre 2019. Il reddito deve essere determinato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attività, comprese le eventuali quote di ammortamento.
  • È necessario presentare apposita domanda all’INPS autocertificando i requisiti. In seguito l’Inps segnalerà i nominativi dei beneficiari all’Agenzia delle Entrate per l’effettuazione dei controlli.

CO.CO.CO. ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

Ai sensi dell’art. 27 del D.L. n. 18/2020 “cura Italia”, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ai lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa attivo alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro.

Secondo quanto disposto dall’art. 84 del D.L. n. 34/2020:

  • per il mese di aprile, l’indennità viene confermata parimenti in 600 euro, automaticamente, senza necessità di presentare nuovamente istanza;
  • per il mese di maggio, l’indennità viene riconosciuta nella misura di 1.000 euro, a condizione che:
  • il richiedente non risulti titolare di pensione o iscritto ad altra forma previdenziale obbligatoria;
  • il rapporto di lavoro risulti cessato alla data del 19 maggio 2020.

LAVORATORI AUTONOMI ISCRITTI ALLE GESTIONI DELL’AGO (Artigiani e Commercianti)

Ai sensi dell’art. 28 del D.L. n. 18/2020 “Cura Italia”, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie (ad esclusione della Gestione Separata di cui all’art. 2, comma 26, legge n. 335/1995), è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro.

Secondo quanto disposto dall’art. 84 del D.L. n. 34/2020:

  • per il mese di aprile, l’indennità viene confermata parimenti in 600 euro, automaticamente, senza necessità di presentare nuovamente istanza;
  • per il mese di maggio, l’indennità non viene riconosciuta.

Questi soggetti potranno, nel rispetto delle condizioni previste, avvalersi delle diverse disposizioni stabilite in materia di contributi a fondo perduto ai sensi dell’art. 25 del Decreto Rilancio. (Vedasi nostra Circolare 55/2020 del 21 maggio 2020).

LAVORATORI STAGIONALI DEL TURISMO E DEGLI STABILIMENTI TERMALI

Ai sensi dell’art. 29 del D.L. n. 18/2020 “Cura Italia”, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ai lavoratori dipendenti stagionali del settore del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, data di entrata in vigore del summenzionato D.L. n. 18/2020, purché non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro.

Secondo quanto disposto dall’art. 84 del D.L. n. 34/2020:

  • per il mese di aprile, l’indennità viene confermata parimenti in 600 euro, automaticamente, senza necessità di presentare nuovamente istanza.

Il beneficio viene esteso ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali.

Il D.L. “Rilancio” prevede infatti che:

  • La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1 ° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, a condizione che gli stessi alla data di entrata in vigore del D.L. n. 34/2020 (19 maggio 2020) non risultino:
  • titolari di pensione;
  • titolari di rapporto di lavoro dipendente;
  • beneficiari NASPI.
  • Per il mese di maggio, l’indennità viene riconosciuta nella misura di 1.000 euro ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali, nonché ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali a condizione che il richiedente:
  • abbia cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1 ° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020;
  • non sia titolare di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore del D.L. n. 34/2020.

LAVORATORI DEL SETTORE AGRICOLO

Ai sensi dell’art. 30 del D.L. n. 18/2020 “Cura Italia”, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, agli operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro.

Secondo quanto disposto dall’art. 84 del D.L. n. 34/2020:

  • per il mese di aprile, l’indennità viene confermata, ma ridotta a 500 euro, senza necessità di presentare nuovamente istanza.
  • per il mese di maggio, l’indennità non viene riconosciuta.

LAVORATORI DELLO SPETTACOLO

Ai sensi dell’art. 38 del D.L. n. 18/2020 “Cura Italia”, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro, a condizione che gli stessi non fossero titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore del D.L. n. 18/2020, ovvero il 17 marzo 2020.

  • Per il mese di aprile, l’indennità viene confermata parimenti in 600 euro, automaticamente, senza necessità di presentare nuovamente istanza;
  • Per il mese di maggio, l’indennità viene confermata parimenti in 600 euro, automaticamente, senza necessità di presentare nuovamente istanza.

Il beneficio viene esteso anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro.

L’indennità prevista a favore dei lavoratori dello spettacolo non spetta ai titolari di rapporto di lavoro dipendente o di pensione alla data di entrata in vigore del D.L. “Rilancio” (D.L. n. 34/2020), 19 maggio 2020.

NUOVE INDENNITÀ COVID-19 PER I MESI DI APRILE E MAGGIO

L’art. 84 del D.L. n. 34/2020, tuttavia, amplia anche i soggetti beneficiari delle indennità, introducendo figure prima del tutto prive di copertura.

In questi casi, l’indennità ammonta a 600 euro mensili ed è prevista per i soli mesi di aprile e maggio 2020.

I potenziali beneficiari del bonus 600 euro per i soli mesi di aprile e maggio sono:

  1. a) i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali, a condizione che:

– il rapporto di lavoro sia cessato involontariamente nel periodo compreso tra il 1 ° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;

– che il richiedente abbia svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo.

  1. b) lavoratori intermittenti, di cui agli artt. da 13 a 18 del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, a condizione che:

– il richiedente abbia svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020.

  1. c) lavoratori autonomi, privi di partita IVA, a condizione che:

– si tratti di soggetti non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;

– che nel periodo compreso tra il 1 ° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’art. 2222 del codice civile;

– che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020;

– che risultassero per gli stessi contratti già iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile

  1. d) incaricati alle vendite a domicilio di cui all’art. 19 del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114, a condizione che:

– il richiedente abbia un reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e sia titolare di partita IVA attiva ed iscritto alla Gestione Separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla data del 23 febbraio 2020;

– il richiedente non risulti iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Inoltre, i richiedenti l’indennità Covid-19, per tutte e quattro le categorie summenzionate, alla data di presentazione della domanda non devono essere:

  1. a) titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente di cui agli artt. 13 e 18 del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81;
  2. b) titolari di pensione.

LAVORATORI SPORTIVI

Ai sensi dell’art. 98 del D.L. n. 34/2020, i lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso:

  • il Comitato Olimpico Nazionale (CONI),
  • il Comitato Italiano Paralimpico (CIP),
  • le federazioni sportive nazionali,
  • le discipline sportive associate,
  • gli enti di promozione sportiva, riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP),
  • le società e associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’art. 67, comma 1, lettera m), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917,

risultanti già attivi alla data del 23 febbraio 2020 hanno diritto ad un’indennità per i mesi di aprile e maggio 2020, pari a 600 euro per ciascun mese.

Tale indennità è riconosciuta dalla società Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 200 milioni di euro per l’anno 2020.

L’indennità non spetta:

  • ai percettori di altro reddito da lavoro;
  • ai percettori di Reddito di Cittadinanza;
  • ai percettori del Reddito di Emergenza;
  • ai percettori di altra indennità Covid-19.

I soggetti interessati dovranno presentare domanda alla società Sport e Salute S.p.A.

I soggetti già beneficiari dell’indennità per il mese di marzo (stabilita dall’art. 96 del D.L. n. 18/2020) si vedranno riconoscere gli ulteriori 600 euro sia per il mese di aprile che per il mese di maggio, senza necessità di presentare una nuova domanda.

INCOMPATIBILITÀ E RAPPORTO CON REDDITO DI CITTADINANZA

Il decreto “Rilancio” ha puntualizzato ulteriormente i diversi vincoli di incompatibilità esistenti tra le diverse indennità Covid-19, modificando altresì l’impostazione originariamente contenuta nel decreto “Cura Italia” per quanto riguarda la coesistenza del diritto alla percezione di tali indennità ed il reddito di cittadinanza.

Le indennità Covid-19 previste dall’art. 84 del D.L. n. 34/2020 sin qui esaminate, laddove spettanti a lavoratori appartenenti a nuclei familiari già percettori del reddito di cittadinanza (Capo I, D.L. 28 gennaio 2019, n. 4) andranno ad integrare tale reddito di cittadinanza, laddove l’ammontare del RdC sia inferiore all’indennità Covid-19 spettante.

Laddove, invece, il RdC spettante sia di ammontare pari o superiore all’indennità Covid-19, l’indennità non può essere richiesta.

Quanto alle incompatibilità delle indennità Covid-19:

  • ai sensi dell’art. 15 del D.L. n. 34/2019, il soggetto che percepisca l’indennità Covid-19 non potrà contestualmente percepire l’indennità per l’eventuale attività di volontariato svolta a favore della Protezione Civile;
  • ai sensi dell’art. 86 del D.L. n. 34/2019 sono incumulabili / incompatibili tra loro le indennità previste:
  • dall’art. 84 del medesimo decreto, ovvero i diversi “bonus INPS”;
  • dall’art. 85 del medesimo decreto, ovvero l’indennità prevista a favore dei lavoratori domestici;
  • dall’art. 78 del medesimo decreto, ovvero l’indennità a sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria;
  • dall’art. 98 del medesimo decreto, ovvero il bonus sportivi riconosciuto da Sport e Salute SPA;
  • dall’art. 82 del medesimo decreto, ovvero il Reddito di Emergenza;
  • dall’art. 44 del D.L. n. 18 del 17 marzo 2020 (Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19, decreto “Cura Italia”).

Il decreto “Rilancio” prevede espressamente, chiarendo un dubbio presente sin dall’emanazione del precedente decreto “Cura Italia”, che le indennità sono cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222 (art. 86, D.L. n. 34/2020).

TERMINE PRESENTAZIONE ISTANZA COVID-19 PER IL MESE DI MARZO 2020

Per quanto riguarda la presentazione dell’istanza relativa alle indennità Covid-19 relative al mese di marzo, l’art. 84 del D.L. n. 34/2020 precisa che decorsi quindici giorni dalla data di entrata in vigore del decreto si decade dalla possibilità di richiedere l’indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del D.L. 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27.

È dunque indispensabile verificare di aver presentato istanza relativamente ai bonus di marzo entro e non oltre il 3 giugno 2020; decorso tale termine non sarà più possibile presentare la domanda, con conseguente perdita del beneficio sia per il mese di marzo che per il mese di aprile che – come abbiamo visto in precedenza – nella gran parte dei casi è derivazione diretta dell’accoglimento dell’istanza relativa al mese di marzo.

PROFESSIONISTI ISCRITTI A CASSE DI PREVIDENZA

Questi soggetti, per quanto riguarda marzo 2020, ai sensi del D.M. 28 marzo 2020 Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (Definizione dei criteri di attribuzione dei benefici a favore dei professionisti iscritti alle casse di previdenza private), emanato in attuazione a quando disposto dall’art. 44 del D.L. n. 18/2020, hanno potuto accedere ad un sostegno pari a 600 euro, ma solo nel rispetto di precise condizioni reddituali e del requisito dell’aver subito un “danneggiamento” nell’esercizio della propria attività professionale a seguito dell’epidemia Covid-19.

Per loro, due sono le disposizioni contenute nel D.L. “Rilancio”.

Vi è l’art. 78 D.L. n. 34/2020, che procede al rifinanziamento dell’art. 44 del D.L. n. 18/2020, ovvero del “Fondo di ultima istanza” dal quale attingono le Casse di Previdenza per il riconoscimento del sostegno.

A tal proposito, l’articolo summenzionato testualmente recita: ”ai fini del riconoscimento anche per i mesi di aprile e maggio 2020 dell’indennità per il sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103 all’art. 44 del D.L. 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni” e di seguito vi è l’incremento considerevole del fondo (da 300 a 1.150 milioni di euro), ma altresì un ampliamento dei tempi di possibile emanazione del necessario decreto attuativo, che passano da 30 a 60 giorni.

Di fatto, quindi, parrebbe che l’indennità per i professionisti iscritti a casse di previdenza sia stata messa in conto, ma le condizioni per l’effettiva fruizione sono comunque vincolate ad uno o più decreti successivi, che potrebbero farsi attendere anche 60 giorni dalla data di entrata in vigore del D.L. “Rilancio”.

Il D.L. “Rilancio” pone ordine nella cause che impediscono al professionista iscritto a cassa di richiedere l’indennità Covid-19.

Il richiedente, alla data di presentazione della domanda:

– non deve essere titolare di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;

– non deve essere titolare di pensione.

In attesa del necessario decreto attuativo, resta comunque da chiarire come la disposizione dell’art. 78 del D.L. n. 34/2020 (che nasce con la finalità di riconoscere l’indennità anche per i mesi di aprile e maggio), si possa combinare con quando previsto dal successivo art. 86 del medesimo decreto, che prevede il divieto di cumulo tra indennità, come segue:”Le indennità di cui agli artt. 84, 85, 78 e 98 non sono tra loro cumulabili e non sono cumulabili con l’indennità di cui all’art. 44 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27“.

Sul punto sono già arrivate le rassicurazioni del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha inteso precisare che il bonus di 600 euro per i professionisti iscritti alle casse di previdenza privata che l’hanno già percepito a marzo verrà erogato anche per i mesi di aprile e maggio.

L’incompatibilità, infatti, sarebbe limitata alle altre indennità previste dall’art. 44.

Lo Studio rimane a Vostra disposizione per ogni chiarimento ed approfondimento di Vostro interesse.

Cordiali saluti

BM Consulting Service S.r.l.

Scarica la circolare

Share