Sospensione dei versamenti Artigiani e Commercianti

11 Maggio, 2020 / Categorie: Senza categoria

Circolare informativa per il cliente dell’11 maggio 2020

Lunedì 18 maggio 2020 scade il termine di versamento della prima rata dei contributi fissi 2020 gestione Artigiani e Commercianti.

Il versamento, nel rispetto delle condizioni dettate dall’ art. 18 del cd. decreto Liquidità (D.L. n. 23/2020), potrà essere sospeso e rinviato al 30 giugno, o in cinque rate a partire da giugno, in assenza di sanzioni ed interessi (salvo ulteriori proroghe disposte dall’annunciato Decreto Rilancio).

Il versamento delle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale dei soggetti che operano in qualità di sostituti d’imposta, il versamento dell’imposta sul valore aggiunto ed il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria scadenti nel mese di aprile 2020 e scadenti nel mese di maggio 2020, possono essere sospesi nel rispetto di particolari condizioni.

I versamenti sospesi dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020 (salvo ulteriori proroghe disposte dall’annunciato Decreto Rilancio).

Nel rispetto delle condizioni previste dal D.L. n. 23/2020, potrà essere sospeso anche il versamento dei contributi fissi artigiani e commercianti in scadenza il 18 maggio.

Diviene quindi importante approfondire quali siano i presupposti della sospensione che, se letti testualmente, lasciano aperti molti dubbi per quanto riguarda la posizione dei soci.      

REQUISITI DI SOSPENSIONE VERSAMENTI ARTIGIANI E COMMERCIANTI SCAD. 18/05/2020

Secondo quanto previsto dalla relazione tecnica che accompagna il D.L. n. 23/2020, che trova conferma nel messaggio di accompagnamento dell’Inps accluso all’invio delle codeline necessarie per il versamento, messaggio nel quale viene precisato che “ai sensi di quanto stabilito nell’art. 18, commi 2 e 4 , D.L. n. 23/2020 coloro che risultano in possesso dei requisiti previsti dalla norma citata possono effettuare il versamento con scadenza 18 maggio 2020 entro la data del 30 giugno 2020”, i soggetti interessati e non interessati alla sospensione dei versamenti possono essere così sintetizzati:

Contribuente che nell’esercizio precedente ha conseguito ricavi o compensi < o = 50 milioni di euro

Se fatturato di aprile 2020 < di almeno il 33% rispetto al fatturato di aprile 2019

Spetta la

sospensione

Contribuente che nell’esercizio precedente ha conseguito ricavi o compensi < o = 50 milioni di euro

Se il fatturato di aprile 2020 non è inferiore

di almeno il 33% rispetto al fatturato di aprile 2019

NON spetta

la

sospensione

Contribuente che nell’esercizio precedente ha conseguito ricavi o compensi > 50 milioni di euro

Se fatturato di aprile 2020 < di almeno il 50% rispetto al fatturato di aprile 2019

Spetta la

sospensione

Contribuente che nell’esercizio precedente ha conseguito ricavi o compensi > 50 milioni di euro

Se il fatturato di aprile 2020 non è inferiore

di almeno il 50% rispetto al fatturato di

aprile 2019

NON spetta

la

sospensione

Se il contribuente ha intrapreso l’attività dopo il 31 marzo 2019

 

Spetta la

sospensione

Per quanto riguarda la locuzione “diminuzione del fatturato o dei corrispettivi”, per inciso si ricorda che – come logica vuole e come anche chiaramente specificato dalla Circolare AdE n. 9/E del 13 aprile 2020 – laddove ci si trovi in presenza sia di corrispettivi che di fatture emesse, vale la sommatoria ai fini della definizione del volume complessivo di fatturato/corrispettivi. Sarà quindi il valore complessivo di fatture emesse + corrispettivi a dover essere confrontato “mese su mese”.

RIFLESSIONI IN MERITO ALLA POSIZIONE DEI SOCI

Prima di tutto è bene richiamare il dettato di norma dell’art. 18 del D.L. 23/2020: “per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi”.

Fermandoci a quanto testualmente previsto dalla norma, il socio in quanto tale non dispone di un proprio fatturato. Tale fatturato, infatti è, semmai, riferibile alla società.

Spetta dunque al socio il diritto alla sospensione dei versamenti Inps sulla base dell’intervenuta diminuzione del fatturato della società cui partecipa?

Ebbene, dare una risposta certa e difendibile in caso di contestazione è, a parere di chi scrive, impossibile, in assenza di una interpretazione autentica.

Se ci si ferma alla banale lettura dell’art. 18 , la risposta non può che essere no, poiché manca il riferimento essenziale, ovvero il fatturato del soggetto interessato dalla sospensione in oggetto.

È tuttavia evidente che questo approccio, rigidamente applicato, porterebbe a risultati paradossali, discriminando i soci rispetto ai titolari di ditta individuale.

Volendo supporre – attenzione, supporre, non affermare – che la sospensione spetti anche ai soci, occorre comunque immaginare come adattare la verifica dei requisiti richiesti dall’ art. 18 alla situazione specifica dei soci.

L’unico parametro che, a logica, è possibile immaginare, si ritiene che non possa che essere quello di un “riparto” virtuale del fatturato della società in capo al socio partecipante, in proporzione alla percentuale posseduta, similarmente a quanto accade in sede di compilazione del quadro RR in Redditi con riferimento ai risultati economici.

Certo è che anche questo punto dovrebbe essere chiarito con la massima urgenza, anche perché laddove il soggetto chiamato al versamento sia contestualmente socio in più di una società, oppure socio ed anche titolare di ditta individuale, occorre avere certezza di quale sia il criterio da seguire, posto che potrebbe essere inteso erroneamente di ricadere nel caso della sospensione, oppure si potrebbe anticipare un versamento cui invece spettava il diritto alla sospensione.

CONCLUSIONI

Per i soci, volendo considerare solo il dettato dell’art. 18 e calcolando il fatturato in proporzione alla partecipazione del socio nella società, è evidente che i dubbi evidenziati portano a rischiare di sospendere il pagamento, per poi vedersi contestare il tardivo versamento.

Specularmente, però, se non si considera il “peso” della posizione di socio, allora tutti i soggetti che sono iscritti Inps solo in qualità di soci non potrebbero giovarsi della sospensione poiché mancanti, in senso stretto, del riferimento al fatturato, quindi non potrebbero sospendere il versamento anche dinnanzi ad un crollo di fatturato della società cui partecipano.

Con ciò, si verrebbe a ingenerare una discriminazione in capo ai soci stessi totalmente priva di senso.

Alla luce di quanto sopra, un’interpretazione autentica della disposizione, che fissi chiaramente la rilevanza o l’irrilevanza delle posizioni detenute in società ai fini della verifica della sussistenza dei requisiti di sospensione dei versamenti risulta non più rimandabile; diversamente la conclusione non potrà che essere quella di mantenere un atteggiamento prudenziale, con il concreto rischio di anticipare versamenti che, invece, avrebbero potuto essere procrastinati.

Lo Studio rimane a Vostra disposizione per ogni chiarimento ed approfondimento di Vostro interesse.

Cordiali saluti

BM Consulting Service S.r.l.

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