Permesso unico di lavoro per i cittadini di Paesi terzi

Il Decreto Legislativo 16 aprile 2026, n. 83, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 maggio 2026, dà attuazione alla Direttiva (UE) 2024/1233 e modifica la normativa nazionale sul permesso unico di lavoro per cittadini di Paesi terzi, con l’obiettivo di semplificare le procedure di ingresso e rafforzare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori stranieri soggiornanti regolarmente in uno Stato membro.


L’intervento più rilevante riguarda le tempistiche procedurali. Il termine complessivo per l’ingresso in Italia e il rilascio del permesso unico rimane di 90 giorni, ma con ripartizione diversa rispetto al passato: il nulla osta al lavoro resta a 60 giorni, mentre il rilascio del permesso unico da parte della Questura in caso di primo ingresso scende da 60 a 30 giorni, calcolati dal completamento della domanda, non dalla semplice presentazione. Per rinnovi e permessi ordinari non soggetti a nulla osta, il termine si allunga invece da 60 a 90 giorni. La richiesta di rinnovo deve essere presentata almeno 90 giorni prima della scadenza del permesso (era sufficiente farlo entro 60 giorni).


Il decreto prevede inoltre un nuovo obbligo in capo al datore di lavoro: è tenuto a informare tempestivamente il cittadino o la cittadina straniera di ogni comunicazione ricevuta nell’ambito dell’iter per l’ottenimento del nulla osta.


È confermata la disposizione che consente alle lavoratrici e ai lavoratori stranieri di soggiornare e svolgere attività lavorativa in Italia durante l’attesa del rilascio, del rinnovo o della conversione del permesso, anche in caso di superamento dei termini da parte dell’autorità competente, purché sia stata rilasciata la ricevuta attestante la presentazione della domanda e non siano intervenute comunicazioni ostative da parte dell’Autorità di pubblica sicurezza.


Restano escluse dall’ambito del permesso unico numerose tipologie di titolo abilitante al lavoro: tra le altre, il permesso per lavoro autonomo, per dirigenti e personale altamente specializzato di imprese, per trasferimenti intra-societari, per nomadi digitali, per studenti e ricercatori, nonché i permessi connessi a situazioni di protezione internazionale o di vulnerabilità, che continuano a essere disciplinati dalle rispettive normative di riferimento.